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14

Apr
2016

Un 2016 raggiante per l’Amarone di Casa Tedeschi

Cala il sipario su Vinitaly 2016, ma non terminano di certo gli applausi per un salone internazionale di vino e distillati davvero da record: oltre 4000 espositori da 140 paesi diversi, 100mila metri quadri di stand e un pubblico ancor più selezionato ed esperto. Anche una delle storiche Famiglie dell’Amarone, Tedeschi, conferma le parole pronunciate dal Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: “Obiettivo centrato!”. Già perché lo stand Tedeschi, all’interno del Padiglione della regione Veneto, ha ospitato tantissimi visitatori, da addetti ai lavori, fino al pubblico dei wine-lover, sempre più esperti e attenti alla qualità. E molti di loro hanno raggiunto lo spazio Tedeschi con le idee chiare e precise: degustare le eccellenze della Valpolicella.

BROTHERS Tedeschi 2015Un’edizione da ricordare, visto che come Vinitaly, anche Tedeschi ha festeggiato la 50° presenza al Salone e la propria storia di una vita in una vite. Siamo cresciuti con Vinitaly, aiutando, ancora bambini, nostro padre Renzo allo stand, così come in questa edizione hanno fatto i nostri figli. Siamo orgogliosi di essere veronesi e di essere stati testimoni diretti di un progetto che oggi è un evento di richiamo internazionale. La macchina Vinitaly ha funzionato molto bene e ringraziamo tutti coloro che hanno permesso di celebrare nel migliore dei modi il mondo del vino” dichiara Antonietta Tedeschi, responsabile del mercato Italia.

“Anche per noi l’edizione numero 50 è stata accompagnata da grandi risultati: abbiamo accolto moltissimi nuovi clienti, desiderosi di assaggiare i nostri vini e abbiamo avuto l’occasione di far conoscere lo stile della nostra famiglia a una platea prestigiosa e di qualità. Siamo felici del crescente successo a livello nazionale ed internazionale e siamo altrettanto soddisfatti dell’interesse e della curiosità di tanti wine lover italiani. Quest’anno più che mai, abbiamo riscontrato un pubblico piú attento, rispettoso e più orientato ad ampliare la propria conoscenza sul mondo del vino. Inoltre anche l’intento di far avvicinare di più gli operatori trade é riuscito molto bene”, racconta Sabrina Tedeschi, responsabile Marketing dell’azienda.

Ma protagonisti sono stati soprattutto i vini ampiamente apprezzati: a partire dal celebre Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva, Capitel Monte Olmi 2007, presentato a OperaWine e premiato da Wine Spectator con 94/100. Alison Napjus, Senior Editor e Tasting Director della rivista americana, lo definisce “un vino dallo stile tradizionale, con una trama tannica setosa e di grande struttura, con persistente intensità nel finale. Migliore dal 2016”.

E fino alla novità 2016, l’Amarone della Valpolicella DOGC Classico La Fabriseria Riserva 2011: elegante e robusta espressione di Amarone, dove emergono aromi invecchiati di torrefazione, vaniglia e tabacco, accanto a note fruttate come ribes rosso, lampone e ciliegie sotto spirito. Miele e note alcoliche lo rendono molto particolare e allo stesso tempo un Amarone tipico. L’Amarone La Fabriseria Riserva 2011 è un grande esempio del fare artigianale. Dal 1983 fino ad oggi, sono state prodotte solo alcune annate di questo Amarone: le sue uve provengono da un unico vigneto, La Fabriseria, caratterizzato da un terreno argilloso, calcareo ricco in scheletro e dalla importante pendenza. I visitatori di Vinitaly ne hanno apprezzato soprattutto l’eleganza di coniugare note più decise ad accordi fruttati, racconta l’enologo di famiglia Riccardo Tedeschi.

Grandi complimenti e soprattutto tanti selfie all0 stand Tedeschi, che quest’anno ha celebrato l’universo delle uve della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta, 4 tipologie di uve in grado di esprimere un notevole carattere nei vini Tedeschi, ma che rappresentano anche le 4 note principali di una grande e armoniosa sinfonia, in grado di colpire i palati più esigenti e di farsi ricordare.

Vinitaly 2016 ha puntato lo sguardo sul futuro, dai nuovi canali di vendita e distribuzione, fino al rispetto per ambiente e alla difesa del territorio. Un argomento di grande interesse anche per famiglia Tedeschi, che pone notevole impegno nella ricerca sulle esigenze e sui tempi della terra, indispensabile per assicurare una costante qualità di produzione. Dopo l’opera di zonazione, ossia lo studio pedologico, e lo studio di caratterizzazione, ossia l’analisi del terreno e il modo in cui la pianta si esprime da un punto di vista vegetativo, l’analisi del terreno effettuata a fine 2015, ha permesso di comprendere quali caratteristiche dello stesso possano influenzare aromi, struttura e longevità dei vini.

Per noi da sempre è fondamentale l’attenzione ai dettagli a tutti i livelli: in vigna, in appassimento e in cantina, perché ogni nostro acino, così come ogni nostro vino, ha una bellissima storia da raccontare” secondo Sabrina Tedeschi.

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