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17

Feb
2017

Che sia Amore a prima Vista!

La festa dell’Amore è in arrivo, cuori, fiori e cioccolatini sono già pronti per essere consegnati, ma lo sapevi che esiste una stretta correlazione tra Amore e Vista? In occasione di San Valentino, Clinica Baviera, Istituto Oftalmico Europeo, fa chiarezza, tra il serio e il faceto, proprio su questo speciale legame, con una serie di curiosità e consigli dedicati agli innamorati, per godersi appieno questa celebrazione.

Love at glance on benches in a parkSei sicura di piacergli?

La comunicazione non verbale, si sa, aiuta a vedere al di là delle tante parole dolci: già perché il comportamento del tuo lui è molto spesso rivelatore di verità. In particolare gli occhi non mentono, ma esprimono i nostri reali sentimenti verso le persone; si tratta di un riflesso fisico incondizionato: se piaci a qualcuno, le sue pupille si dilatano. Così è il contrario in caso di amore non corrisposto!

Il primo consiglio, quindi, per la tua serata di San Valentino è iniziare l’appuntamento in un ambiente ben illuminato per non rischiare che sia la tenue luce di un lume di candela, la probabile causa del suo sbarramento di pupille!

È amore o attrazione fisica?

Sempre nell’occhio sta la risposta di questo eterno enigma. Basta infatti osservare i movimenti oculari del partner che, come dimostra uno studio dell’Università di Chicago*, sono differenti a seconda del sentimento provato per te: se tende a guardarti negli occhi, allora è convinta di voler intraprendere una duratura storia d’amore, se invece si sofferma con lo sguardo su altre parti del corpo… allora è probabile che pensi solamente a un piacevole dopocena.  Inoltre è stato dimostrato come l’amore a prima vista, e l’attrazione fisica, nascono in circa 30 secondi.

Il secondo consiglio è di seguire il movimento degli occhi, per scoprire se sarà vero amore!

Quando parliamo di amore a prima vista – confermano i medici di Clinica Baviera –  non stiamo esagerando. Come detto, ci sono diversi studi che stanno analizzando la relazione tra il movimento oculare e le funzioni cognitive e pulsioni sessuali. Potrebbe esserci un collegamento e questo spiegherebbe perché ci si innamora, in molti casi, appena si incrocia lo sguardo dell’altra persona. Non sottolineiamo mai abbastanza quanto sia importante prendersi cura della vista, un organo fondamentale, forse il più importante, che ci permettere di vivere appieno. E di amare”

Gli occhi non sono tutti uguali!

Molto spesso scegliamo il nostro partner attraverso gli occhi, ma la modalità differisce tra uomo e donna. Se l’attrazione fisica è importante per entrambi i sessi, i canoni di definizione di cosa è bello, divergono in base al genere. Una ricerca** di alcuni psicologi americani sui fattori estetici associati alla bellezza, ha messo in evidenza che gli uomini sono abbastanza oggettivi e basano le loro scelte su elementi fisici standard (lato b, sorriso, seno, viso), mentre le donne, come al solito, complicano la situazione: per loro non esiste un elemento universale, ma anzi il più delle volte, scelgono secondo criteri soggettivi.

Il terzo consiglio di Clinica Baviera è che alla fine la bellezza risiede nell’occhio di chi guarda!

Proteggi i tuoi occhi con l’Amore!

Vi siete piaciuti subito e le vostre pupille si sono dilatate, ma ora è il momento di prendersi cura del vostro rapporto e così anche del vostro sguardo. Perché?

Perché la buona notizia è che fare attività fisica (e non pensare solo alla ginnastica!) fa bene agli occhi: un’altra ricerca americana***, infatti, ha provato che muoversi stimola la vista e aiuta a proteggere la retina dalla degenerazione senile.

Così l’ultimo suggerimento di Clinica Baviera è godersi appieno tutto il bello dell’amore del tuo lui, non solo a san Valentino, ma tutto l’anno!

* Ricerca svolta dall’Università di Chicago – Risultati pubblicati su Psychological Science

** Ricerca svolta dalla Wake Forest University, North Carolina – Risultati pubblicati sul Journal of Personality and Social Psychology.

*** Ricerca svolta dal Center for Visual and Neurocognitive Rehabilitation e dalla Emory University di Atlanta – Risultati pubblicati sul Journal of Neuroscience.

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