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25

Sep
2018

Contraccezione: una svolta epocale nell’empowerment femminile… ma l’Italia rimane agli anni ‘70

Milano, 26 settembre 2018 – Bayer, in occasione della Giornata Mondiale della Contraccezione, rinnova il suo impegno nel promuovere una corretta informazione e educazione in ambito contraccettivo per consentire a ogni donna di prendere decisioni informate e consapevoli.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, evidenzia che la contraccezione è un punto nodale del concetto di salute riproduttiva poiché offre la possibilità a ogni donna di scegliere se e quando ricercare una gravidanza. Questo principio è stato affermato con forza anche dalle Nazioni Unite in occasione nella stesura degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dove diffusione e accesso a pratiche contraccettive sicure è un pilastro per il miglioramento dell’empowerment femminile.

UNA RIVOLUZIONE INCOMPIUTA: LA SITUAZIONE ITALIANA

Empowerment femminile, salute riproduttiva e sviluppo sostenibile sono traguardi raggiungibili solo attraverso una costante e corretta informazione in ambito contraccettivo perché quella che nel ‘77 fu definita “Rivoluzione contraccettiva”, in Italia è una rivoluzione incompiuta. Lo testimonia l’ultimo rapporto ISTAT che, su questo tema, ha rilevato un notevole gap fra l’Italia e paesi a noi vicini come la Francia.

Questa rivoluzione consiste nell’abbandono di “metodi tradizionali” come ad esempio il coito interrotto e altri metodi dall’efficacia limitata, in favore di contraccettivi moderni ed efficaci come pillola, anello e dispositivi intrauterini.

Sebbene, infatti, il ricorso a contraccettivi sicuri porta a innegabili vantaggi per le donne e la società, il ricorso a metodi contraccettivi moderni non è affatto omogeneo: nei paesi dell’Europa nord-occidentale è ormai una realtà mentre nei paesi del sud-Europa, tra cui l’Italia la strada è ancora lunga. Il nostro Paese, infatti, secondo le ultime rilevazioni delle Nazioni Unite e riportate da ISTAT*, rispetto all’utilizzo di metodi moderni di contraccezione è fermo al 51,8% un tasso inferiore a Marocco, Egitto e Algeria.

ITALIA 2018: COITO INTERROTTO A LIVELLI DELLA RUSSIA E FRANCIA ANNI ‘70

Un esempio lampante, riporta ISTAT, è l’utilizzo del coito interrotto come pratica contraccettiva che in Italia è ancora molto diffusa (18,7%) così come accade per la Russia, unico altro paese europeo con un elevato ricorso al coito interrotto (12,0%).

Guardando al resto dei paesi europei e, in particolare, a vicini d’oltralpe, emerge che la percentuale di ricorso al coito interrotto oggi praticato in Italia, in Francia era simile negli anni ‘70. In Francia nel ’77 il coito interrotto era praticato dal 22% della popolazione, dieci anni fa solo dallo 0,4%. Sostanzialmente, rispetto alla Francia, l’Italia è rimasta indietro di 45 anni.

RITORNO AL PRESENTE: L’UNICA STRADA È INFORMAZIONE E EDUCAZIONE

Un dato importante della rilevazione ISTAT sta nella correlazione diretta fra livello d’istruzione e ricorso a metodi contraccettivi efficaci poiché è emerso che le donne che hanno al massimo superato la scuola dell’obbligo si astengono da una contraccezione sicura per l’80% in più rispetto alle laureate. Quest’aspetto è molto importante, perché ribadisce che le attività educazionali sono la strada giusta per guidare tutte le italiane verso scelte consapevoli e informate.

Bayer è impegnata in questa attività su molteplici fronti con l’obiettivo di offrire un ventaglio di opportunità a tutte le donne per avere informazioni affidabili sulla contraccezione. Lo fa sostenendo SIGO con il sito www.sceglitu.it e con la nuova pagina Facebook MyContraception: mezzi e inclusivi per dare informazioni affidabili prima di incontrare il proprio ginecologo, la persona più qualificata per offrire counseling e facilitare una scelta consapevole.

 

*Fonte: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2014). World Contraceptive Use 2014 (POP/DB/CP/Rev2014)

 

 

Segui @BayerItalia su Twitter: https://twitter.com/BayerItalia

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